Governo Letta, tra orgoglio e pregiudizi

Valutazioni ovvie sul Governo Letta:
1) un Governo di larghe intese Pd-Scelta Civica-PdL non é il “meno peggio”, bensí é l’unico possibile e capace di raccogliere una fiducia in Senato, visto il più volte confermato diniego del M5S a fare qualsiasi alleanza col PD;
2) la squadra di Governo si apprezza molto più per i Vecchi Big che non ci sono (D’Alema, Amato, Monti, Berlusconi, Brunetta) che per i diversamente Giovani che ci sono (Lorenzin, De Girolamo, Orlando);
3) alcune tra le poche donne ministro (a quando una paritá di rappresentanza?) elevano notevolmente la qualità della squadra di Governo (Bonino in primis, Cancellieri, Carrozza);
4) la sfida e gli ostacoli che il Governo Letta ha davanti a sé sono enormi, e andrà giudicato sui fatti, sulla base di ciò che riuscirà a realizzare considerando 1) la contingenza, 2) le scadenze fissate da Monti e da Bruxelles, 3) le priorità fissate da Napolitano: rilancio dell’economia, mantenimento del rigore dei conti, riduzione spesa e debito pubblico, riduzione imposizione fiscale alle imprese, riduzione drastica costi della politica a partire dagli stipendi e vitalizi dei dirigenti ed eletti, introduzione legge elettorale maggioritaria, abolizione delle province, eliminazione bicameralismo perfetto, riduzione drastica tempi giustizia civile. Insomma, nessun pregiudizio;
5) come da anni sostengono i Repubblicani, l’unico modo per uscire dalla Seconda Repubblica é un Governo di larghe intese capace di fare insieme le riforme istituzionali necessarie e ampiamente condivise;
6) l’attentato di un folle disperato accaduto oggi fuori da Palazzo Chigi cementa il consenso attorno al Governo nascente, ma altresì dimostra che il risentimento verso questa classe dirigente sta montando da un lato, per le drammatiche condizioni di vita di alcuni cittadini piegati da sei anni di crisi economica, dall’altro perché il livello dello scontro verbale di alcuni esponenti politici é scellerato e irresponsabile;
7) se i parlamentari PD faranno mancare il loro voto di fiducia, non sono solo da espellere, ma da rinchiudere direttamente in manicomio;
8) i partiti all’opposizione del Governo sono o in cerca di un riscatto elettorale (Lega Maroni e SEL) o per opportunismo tattico (M5S). Sta a Letta dimostrare coi fatti la differenza col Governo tecnico di Monti;
9) i Radicali si trovano con un Ministro degli Esteri senza avere parlamentari, chapeau!
10) il ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge, primo ministro di colore, mi piace un casino… alla faccia dei leghisti che infangano la bandiera italiana quotidianamente.

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